sabato 8 dicembre 2012

L'anima del commercio...


Oggi parlo di qualcosa di totalmente diverso… qualche piccola riflessione personale. Oggi pomeriggio due delle mie cugine partecipavano al mercatino di Natale a Sacile con un banchetto di oggettistica natalizia fatta a mano da Alessia e da sua suocera, così siamo andati a fare un giro. Io, ça va sans dire, ODIO i mercatini natalizi, le cose fatte a mano e tutta quella chincaglieria che ti fanno pagare a peso d’oro. A questo si aggiunga che oggi pomeriggio faceva un freddo becco, ero intabarrata nella giacca Terramia, col capellino calcato in testa, i capelli pettinati un po’ come capitava, senza trucco e con la faccia piena dei postumi dell’influenza. Insomma, in pratica ero la gemella rospa della gnocca in tacchi a spillo di ieri sera, anzi, neanche parente. Ho comprato un angioletto ad Alessia per spirito di sostegno familiare (anche grazioso, devo ammettere), poi, dopo una cioccolata al gianduia buonissima e quattro chiacchiere, abbiamo continuato il giro per il mercatino. Arriviamo davanti a un banchetto dove vendono roba in feltro e vedo, attaccati sul tavoli, dei deliziosi fiori colorati con un bottone al centro. Io adoro le spille, anche se le porto poco, e impazzisco per tutto ciò che è a forma di fiore, ergo penso “Una di quelle ha il mio nome scritto sopra”, mi avvicino alla tipa e chiedo quanto costano. La tizia mi guarda come se fossi un extraterrestre (Ok, non ero presa bene, ma stai vendendo, almeno fingi!) e mi dice che no, spiacente ma i fiori non li vende, sono solo delle decorazioni. Mia madre tira un sospiro di sollievo, tanto è abituata a vedermi comprare cose assurde, e tira dritto. Ma io, cavolo, mi incazzo. La tipa si stava giusto lamentando di aver venduto poco, e quando ti chiedo di vendermi una cosa mi dici di no perché è una decorazione???

Scena successiva: ancora inferocita per non aver avuto la mia spilla a forma di fiore (io me la prendo, per queste cose!), tornando da Sacile ci fermiamo un attimo ai Salici (centro commerciale che io chiamo familiarmente “La fortezza della scienza”, praticamente è uguale) a prendere due cose. Mentre i miei sono in cassa al supermercato, inganno l’attesa entrando nel negozio di bigiotteria. Già come sono entrata mi hanno squadrata dalla testa ai piedi come se fosse entrata una merda su due gambe. Non me la do per intesa, guardo tra gli scaffali e vedo una collana molto carina, ma assolutamente non il mio genere… sono un po’ indecisa, e decido di aspettare la mamma per un secondo parere (convinta di ottenere come risposta il solito “ne hai migliaia, non ti serve”). Invece stranamente le piace, quindi mi metto in fila alla cassa e, mentre pago ad una tizia conciata come un uovo di Pasqua (è Natale, bellezza, hai sbagliato tutto), lo sguardo mi cade su dei braccialetti di perline. Ne prendo in mano uno, ragionando che potrei  inserirlo tra i regali di Natale per Anna, visto che li adora. La commessa, cinguettando con la grazia di un brontosauro, mi aggredisce con un “Sono braccialetti elasticizzati di perline, vengono x euro, sono proprio un bel pensiero per Natale!”. Mi ha preso in un buon momento, altrimenti l’avrei insultata o, nella migliore delle ipotesi, le avrei mollato là quello che stavo comprando e arrivederci. Che sono braccialetti elasticizzati di perline lo vedo a occhio nudo, il prezzo è scritto su e so benissimo che siamo quasi a Natale, nonostante tu sia vestita come un uovo di Pasqua. Non avevo voglia di litigare, quindi ho preso il mio sacchettino e sono uscita, con mamma che rideva come una pazza perché, conoscendomi, sapeva già tutto quello che ho pensato in quei quattro secondi in cui ho guardato con commiserazione la commessa. Tralasciando il fatto che ho più bigiotteria io sparsa per casa di quanta potrà mai averne lei nel suo negozio, io mi domando… ma devi per forza dare per scontato che la gente sia idiota? E soprattutto, fanno dei corsi per indisporre la gente? No, perché poi ne senti tanti che si lamentano di vendere poco e che c’è la crisi e che la gente guarda e basta… e dovrei sorprendermi?

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