lunedì 5 marzo 2012

I promessi sposi

Ieri pomeriggio a Trieste, al Politeama Rossetti, il mio teatro preferito. Lo amo, questo teatro. E' meraviglioso. Ha un cartellone da infarto, abitassi a Trieste mi ci trasferirei e ci spenderei tutti i miei soldi. Ieri pomeriggio davano "I promessi sposi", il musical. Sublime, l'unica parola con cui descriverlo. Attori, canzoni, scenografie, costumi. Il pubblico gli ha tributato quindici minuti di standing ovation, mai successo. Veramente incantevole. Don Rodrigo era da paura, fossi stata Lucia sarei scappata con lui in campo al mondo, altro che quel contadinotto di Renzo. Il romanzo confesso di non averlo mai letto, qualche vaghissima riminiscenza scolastica ma soprattutto "I promessi topi" a puntate su Topolino, che Dio lo abbia in gloria quel giornale. Ho fatto una bellissima figura spiegando scene di cui non sapevo niente al mio vicino di posto! Come ha detto ieri il mio ex capo... "La cultura costa, ma l'ignoranza costa di più".

domenica 4 marzo 2012

Treviso Marathon 2012

Per tutta una serie di motivi che non sto a spiegare, noi marciatori non compentitivi non vediamo di buon occhio la Treviso Marathon. Tuttavia, questa mattina io e mia madre abbiamo fatto il nostro dovere e siamo andate a vedere la partenza a Vittorio Veneto (dopo aver dormito 5 minuti, praticamente sono andata a letto, ho rimbalzato e mi sono rivestita per uscire). Armate di giacca "Terramia" ovviamente, che all'occhio esperto di chi ha questa passione ci qualifica immediatamente come persone fortunate che hanno vissuto, goduto e mai dimenticato la maratona di New York del 2000. Che dire della partenza... tristissima. La città era uggiosa come solo Vittorio sa essere quando ne ha l'intenzione. Umidità del 3000 per cento. Pochissimi spettatori, silenziosi come stesse passando un carro funebre e non una carica di maratoneti pronti ad affrontare la sfida dei 42,195 chilometri. Sorge spontaneo il paragone con New York. L'anno in cui ci sono andata io erano 35.000. Le strade erano straripanti di maratoneti, di spettatori che urlavano, battevano le mani, incoraggiavano, ho sentito urlare la frase "you can do it" tante di quelle volte da averla ormai tatuata sul cuore. Ancora adesso, 12 anni dopo, a scriverne, una lacrima di commozione mi sfugge dagli occhi. Se non hai provato questo, non sai cosa voglia dire la maratona. Non c'è Treviso che tenga, non c'è Berlino, non c'è Mont Saint Michel, non c'è Roma o Londra o Barcellona, non c'è San Pietroburgo. C'è solo New York, ci sono solo i giorni più belli della mia vita. C'è solo il sogno di tornare, prima o poi.

sabato 3 marzo 2012

Toys@Codroipo

Escluso un gruppo per una cazzata sparata live dalla cantante che me lo ha fatto andare di traverso, ed escluso quello che fino a due mesi fa era il mio gruppo preferito, perchè la gente che li va a sentire si crede unta dal signore (e ormai di conseguenza anche i musicisti) e il locale era uno di quei posti fighetti nel quale mi vanto di non mettere piede, alla fine ieri sera siamo finiti vicino a Codroipo a sentire i Toys - Tributo ai Queen. Il locale non era granchè nemmeno qui, mi piaceva una volta quando c'era Catia, adesso fa abbastanza schifo, nonostante nella pubblicità si fregi di essere "il locale culto della musica dal vivo". Mi piacerebbe sapere chi ha attribuito questo titolo, visto che il palco è messo di traverso in modo che, ovunque tu sia posizionata, non vedi un cavolo. Fa un caldo da morire. La gente è sfigatissima. I prezzi sono da infarto. Le cameriere sono un branco di rimbeccilite (mi ha portato tre cose diverse, prima della lemonsoda che avevo ordinato, e poi odio i posti dove non hanno la coca-cola in barattolo). Il "direttore artistico" ha la pessima abtudine di interrompere il concerto per sparare cazzate. Insomma, per farla breve, ci vado solo se sono disperata, e ieri sera lo ero. Di fatto, i Toys sono la garanzia di passare una serata di buona musica. Dal punto di vista sia prettamente musicale, sia (soprattutto) della presenza scenica non ci sono gruppi al loro stesso livello, qui in zona. Daniele, il cantante, quando è sul palco E' Freddie Mercury. La scelta delle canzoni è praticamente ottima, tutto il meglio dei Queen. Di solito mi scoccio quando suonano "Last Horizon" (tutti quei ghirigori con la chitarra sono francamente di troppo, quando senti assoli quattro sere alla settimana), ieri sera hanno suonato una versione veramente ispirata dedicata da Ivan a Lucio Dalla, dedica ritornata più volte nel corso della serata. Mi ha fatto piacere, oltre a trovarlo doveroso. Sento spesso dire dei Toys che sono costruiti (una volta, forse), che suonano in playback (che non è vero), che sono pieni di merda (forse perchè hanno un sacco di date mentre gli altri gruppi sono a casa, e vengono giustamente pagati parecchio, a quanto ho sentito... d'altra parte, qui basta il loro nome a riempire il locale, ci sarà pure un motivo, o no?), ma come giustamente dice Anna Maria, "lo spettacolo sono loro", e io sono d'accordo. Pazienza per le ore di sonno perse, insomma.