lunedì 29 ottobre 2012

BlackNight@Becher

Non mi viene in mente un modo migliore per passare il sabato sera che un concerto vissuto da fuori il locale, guardando dentro da una finestra... indimenticabile. Certo, pioveva, faceva un freddo cane, io avevo appena fatto l'influenza, tutto quello che volete. Ma i concerti così sono quelli che si ricordano. Se poi a suonare sono i Black Night... ricordi a ondate. Io non lo so che cos'hanno Aldo e Giacomo (e Umberto) più degli altri, non so dare una spiegazione. Non è solo il fatto di essere un chilometro sopra tutti gli altri dal punto di vista tecnico. Non penso sia solo l'immenso affetto che proviamo per loro. Io so solo che sentir suonare uno di loro mi emoziona ancora fino alle lacrime. Un assolo fatto da uno di loro è qualcosa che mi smuove il cuore e che mi fa ancora venire gli occhi a cuoricino. Ci sono canzoni che, per come le suonano e cantano loro, mi fanno dire che tutti gli altri gruppi dovrebbero toglierle dal repertorio, perchè l'unica versione è la loro, e tutti gli altri buonanotte (compreso l'originale, la maggior parte delle volte). Nel locale più buco del mondo o su un palco enorme... quando c'è uno di loro tre non ce n'è più per nessuno.

sabato 27 ottobre 2012

DownToGround@Conè

L'idea di fare musica in un Centro Commerciale di mercoledì sera all'ora dell'aperitivo è molto buona, secondo me. Soprattutto tenendo conto di quanto è sfigato il Conè... ci sono solo due cose interessanti: una è H&M (sempre nel mio cuore). l'altra, da poco, è il ristorante Le Pertiche, passato nella mani dei mitici gestori del Baristo di San Donà... se siete in zona andateci, merita. I concerti li tengono al piano rialzato, dove mi tocca idre che l'acustica è ottima. Mercoledì suonavano i Down To Ground, in versioine acustica (solo chitarre e voce). A me piacciono tantissimo, e mi sono piaciuti anche in questa versione. Penso di averne già parlato, comunque fanno principalmente musica inedita. Ascoltandoli in acustico ho apprezzato ancora di più le canzoni che già mi piacevano, anche perchè la voce di Michele era amplificata benissimo e faceva veramente venire i brividi. Hanno infilato un paio di cover, tra cui una versione molto particolare di "Could you be loved" dei Magnol... ops! scusate, di Bob Marley :)
Purtroppo non c'era moltissima gente, anche perchè l'iniziativa è stata secondo me poco pubblicizzata... speriamo la ripetano (possibilmente in un altro giorno, perchè per me il mercoledì è sempre un travaglio ;)

martedì 16 ottobre 2012

TraPalco&Realtà@Pescincanna

No, purtroppo non era la versione invernale della mitica sagra del baccalà, ma era l'Oktoberfest... a quelli di Pescincanna piace fare festa, ed estate e inverno hanno sempre buoni gruppi. Sabato sera siamo tornati a sentire i Tra Palco & Realtà (ovviamente tributo a Ligabue). Devo dire che questa volta li ho apprezzati anche di più dell'ultima volta che li ho sentiti. Un po' la dimensione della sagra, che è sicuramente più adatta a un tributo come il loro rispetto a un locale; un po' il repertorio di sabato, con alcune canzoni che non suona nessuno e che io amo infinitamente (tipo "Anime in plexiglass" e "Il mio pensiero"). Quindi possiamo ufficialmente aggiungere i Tra Palco & Realtà alle tribute di Ligabue che apprezzo... sicuramente più dell'originale, che ho visto dal vivo anni fa e che non mi ha trasmesso assolutamente niente. Ad un certo punto il cantante si è rivolto al pubblico chiedendo chi c'era a Campovolo nel 2011... io mi sono girata verso la mamma e le ho detto: "E' impazzito??? C'era BonJovi a Udine!!!" ;)

sabato 13 ottobre 2012

Toys@NoirLoungeBar

Pensare che non siamo mai andati a sentire i Toys a San Giorgio di Nogaro, dove hanno suonato un sacco di volte, perchè era troppo distante... ogni volta che tiro fuori la scusa della distanza dopo un mese mi trovo come minimo nel paese dopo ;)
Ieri sera, col papy in crisi di astinenza da Toys, siamo quindi finiti a Torviscosa, al Noir Lounge Bar. Devo dire che questo locale mi è davvero piaciuto, un bell'ambientino e un'ottima acustica, anche se pensato per far ballare la gente (tre sedie in tutto e spazio libero davanti, che significa di solito passare la serata a guardare il culo degli altri). Comunque c'era di che divertirsi... intanto perchè ho potuto riabbracciare i fans di Gorizia che figurati se alzano il culo e vengono dalle mie parti, soprattutto Laura e Francesco che non vedevo da una vita. E' vero, ti senti tutti i giorni su fb, ma ogni tanto è bello vedersi di persona. Altre persone avrei volentieri fatto a meno di vederle, anche perchè ogni volta mi sembrano più patetiche...
Laura mi ha fatto fare una matta risata, dicendomi che è bello vedere i Toys, che sono sempre gentilissimi, cordiali e si fermano sempre a parlare con i fans... forse stavamo parlando di due gruppi diversi... una volta o l'altra la porto con me a sentire un gruppo veramente così, poi ne riparliamo ;) l'unica loro fortuna è che mi piacciono musicalmente, dopo 10 anni che li vado a sentire non posso dire assolutamente di conoscerli... sono cattiva, lo so, ma cercate di capirmi... io non sono abituata così! ;)

venerdì 12 ottobre 2012

VerticalSmile@Geographic

I Vertical Smile sono un gruppo che mi è sempre piaciuto molto. Uno di quelli che ha cambiato formazione un milione di volte (l'unico "sopravvissuto" della prima formazione è Franco, il cantante) ma che non puoi fare a meno di andare a sentire perchè il repertorio è rimasto sempre più o meno lo stesso e ti piace da morire. Musica italiana, tutta, la più disparata, mescolata insieme apposta per farti cantare tutto a squarciagola. Con i Vertical torni sempre a casa con le tonsille a pezzi, poco da fare. Franco ha davvero una bella voce ed è sempre molto coinvolgente. Personalmente mi piacciono anche le sue canzoni inedite che propone con un altro gruppo, gli "Inedito".

lunedì 8 ottobre 2012

CindyUnplugged@SwingBar

Ero molto scettica all'idea di tornare allo Swing Bar dopo la desolante esperienza del concerto dei Toys di qualche anno fa... ma per chi altro correre un rischio, se non per Cindy? La serata è andata bene, invece. Il locale non è male come lo ricordavo, solo che come quasi tutti i locali in cui c'è musica dal vivo frega niente a nessuno e la gente chiacchera a voce altissima sovrastando anche gli strumenti oppure si mette in mezzo e tu da dietro non vedi niente (e, scusate ma mi tolgo il sassolino, quello che si è messo davanti in piedi e ha rotto le palle per mezza serata suona con un gruppo e gestisce anche una free press che raccoglie e pubblicizza i concerti... tanto per dirvi in che mani siamo!). Detto questo lo zoccolo duro dei fans di Cindy ha comunque potuto godersi lo spettacolo, durato peraltro pochissimo visto che termine perentorio per la fine del concerto erano le undici... peccato perchè ovviamente lei e Fabrizio sono stati come sempre bravissimi :)

lunedì 1 ottobre 2012

il mio viaggio a Lisbona


Lo dico subito, Lisbona è stata diversa da come me la aspettavo.  E’ stato comunque  un bel viaggio, mi sono divertita un mondo lo stesso. Ma questa “saudade” di cui tanto si parla è un continuo piangersi addosso, e non c’è niente che mi infastidisca di più. La gente gira per strada immusonita e con l’aria di avere un peso di piombo sulle spalle, anche se al bisogno si è dimostrata sempre disponibile… ma qualche sorriso lo potevano sprecare. Ah, non è vero che non parlano inglese come mi hanno detto tutti. Io per sicurezza mi ero imparata 50 parole di portoghese, ma inglese e spagnolo lo capiscono dappertutto. Poi ti rispondono in portoghese, ma questa è un’altra storia.

La città in se stessa non è spiacevole da visitare, ma due giorni bastano e avanzano, due solo perché per andare a vedere la Torre di Belem ci vuole un’ora di autobus e quindi alla fine ad andare avanti e indietro ci perdete una giornata. Siccome è il pezzo forte, vi tocca andare; vi avviso subito che resterete delusi, visto che è alta un metro e mezzo e nelle foto che circolano secondo me è anche pesantemente photoshoppata. Molto meglio il Monastero dei Geronimiti lì accanto, la chiesa e il chiostro sono spettacolari, e anche la vista sulla baia, solo che potreste essere ovunque, state attenti quando fate le foto: il ponte “25 aprile” è identico al Golden Gate e sulla collina di fronte c’è una copia in miniatura del Cristo Pantocratore di Rio de Janeiro. Quando uscirete delusi dalla Torre di Belem, andate nella pasticceria dove hanno inventato i “pasteis de nata” (proprio di fianco al monastero, dopo lo Starbucks) e fatevene un paio, questo vi risolleverà sicuramente il morale. Io ero convinta che fosse una trappola per turisti, invece costano addirittura meno che in città, e sono molto più buoni.

Per il resto, non ci sono grandi opere d’arte; è andato quasi tutto distrutto dal terremoto del 1755, sappiate che salterà fuori in continuazione, come se fosse stato l’altro ieri e non 250 e passa anni fa. Poi ci lamentiamo dell’Italia… I caratteristici vicoli di Lisbona tanto decantati sulle guide… be’, anche qui potreste essere ovunque, se non parlassero portoghese potrebbe essere qualsiasi città del mondo, i vicoli sono uguali più o meno dappertutto.

Ci sono delle cose di Lisbona che ho apprezzato molto, in primis i trasporti, che funzionano alla perfezione. Se vi capita di andare, fate come noi e scegliete un albergo nella zona della Rotunda dedicata al Marchese di Pombal, l’uomo a cui si deve praticamente tutto quello che è stato ripristinato dopo il terremoto di cui sopra. Noi, confesso, abbiamo scelto assolutamente a caso, ed abbiamo scoperto che si tratta di uno snodo fondamentale per autobus e metropolitane, nonché per servizi da e per l’Aeroporto e la stazione. I trasporti sono regolari, funzionali, sempre in orario e soprattutto puliti… nelle stazioni della metropolitana si può mangiare per terra, tanto è pulito, e anche nelle stazioni dei treni che abbiamo visto, Cais Sodrè e Rossio. L’unico problema è la puzza, perché, scusate ma io non sono buonista, questa città puzza. Ogni città ha il suo odore, ma questo non è per niente piacevole, dopo mezza giornata ti entra sotto la pelle e non se ne va più se non dopo che sei tornata a casa e ti sei grattata via tre strati di pelle.

Un’altra cosa che ho apprezzato è il cibo portoghese. Io vado matta per le sardine e ne ho mangiate a chili. Le più buone in assoluto le ho mangiate a Cascais, al ristorante Camoes (vicino all’Hotel Baia). Il baccalà è ottimo dappertutto e soprattutto si digerisce con niente, in qualunque modo sia cucinato. Il migliore l’ho mangiato a Belem, al ristorante Portugalia (vicino al monumento delle Scoperte) e a Bathala, in una trattoria (Retiro) dove non so nemmeno come ho fatto a entrare, e che si è rivelata un vero gioiellino. Ultime ma non ultime, le zuppe: io non sono una grande appassionata, ma se cercate la catena “Lojas de sopas”, che trovate in tutti i centri commerciali, mangerete un’ottima zuppa (quella ai frutti di mare è assolutamente da provare), un piatto di verdura mista che potete comporre voi e una bibita a circa 6 euro. Se non amate particolarmente il pesce, o se con voi c’è qualcuno che non lo apprezza, andate al Buffet de Leao, a due metri dalla stazione di Rossio: al buffet trovate di tutto, potete riempirvi il piatto fino a scoppiare, spesa massima 7,90 euro più il bere, che comunque ha un prezzo che in Italia ci sogniamo (tipo: una lattina di the freddo 1,50 euro). Ah, piccolo consiglio: quando vi sedete a tavola vi portano pane, olive, formaggio e un sacco di altre cose… se mangiate qualcosa ve lo mettono in conto, se non mangiate no (e se dovessero fare i furbi fatelo togliere dal conto, noi abbiamo fatto così e nessuno ha mai contestato, sono abituati, altro che il coperto in Italia). Le olive, le avevo dimenticate… le olive portoghesi sono favolose, provatele al Buffet de Leao! Solo non hanno ancora capito che sarebbe meglio snocciolarle ;)

Assolutamente da visitare, fatevelo dire da una che con la natura incontaminata e gli animali non ha mai avuto nè mai avrà niente da spartire, è l’Oceanario di Lisbona. Uscite dalla metropolitana al capolinea Oriente, passate attraverso il Centro Commerciale “Vasco da Gama”, uscite dall’altra parte e girate e destra… l’avessero spiegato così sulla guida lo avrei trovato subito, ma si vede che pareva brutto ;P Tutta la zona dell’Expo è molto carina, fatevi anche un giro con la cabinovia, la vista dall’alto sul ponte è bellissima. L’Oceanario, dicevo, è qualcosa di veramente spettacolare. L’esposizione delle tartarughe è “temporanea” da tipo 10 anni, ed è splendida. Se anche non vi piacciono particolarmente gli animali, apprezzerete di sicuro l’allestimento, che ha fatto impallidire tutti i manuali di museografia che ho studiato all’università!

Vi consiglio di fare uno di quei tour in pulmino per visitare i dintorni di Lisbona, sennò morite di noia dopo tre giorni. Noi ne abbiamo fatti addirittura due.

Il primo: nel pulmino c’eravamo noi, un’indiana che parlava italiano e due tizi medio orientali con cui non abbiamo scambiato una parola. Il giro è cominciato a Sintra, un paesino inerpicato in cima a una foresta che pare il Cansiglio, con un palazzo, residenza estiva della famiglia reale, uscito direttamente dalla fantasia di Walt Disney. Un consiglio, investite due euro e prendete la navetta per salire, a Lisbona si cammina già abbastanza in salita senza andare a cercarsene ancora. L’interno è ricostruito benissimo, il panorama è mozzafiato, magari una mano di pittura si potrebbe anche dare, ma non si può avere tutto. Seconda tappa Cabo de Roca, il punto più occidentale del continente europeo: un paradiso. Ci siete voi, l’oceano, l’America dall’altra parte, una lapide commemorativa, quattro corriere di turisti italiani e un faro uscito direttamente da un quadro di Edward Hopper. Se, come noi, avete la fortuna di arrivare in una giornata di cielo azzurro e sole radioso vi sembra veramente di poterla toccare, l’America. Mete successive, Cabo do Inferno, dove l’acqua dell’oceano ha scavato la roccia in modo abbastanza impressionante, e Cascais. Questa cittadina mi ha incantato, tanto che il giorno dopo abbiamo preso il treno da Cais Sodrè e ci siamo tornate per conto nostro… e mi sa che ci torno anche in vacanza prossimamente ;P Ultima tappa Estoril, per una visita però brevissima e solo alla zona del casinò.

Il secondo giro, nonostante la meta “seria” è stato molto più divertente: due italiane (noi), due brasiliane, un costaricano, tre americani di origine filippina e un autista portoghese che non è stato zitto un attimo e che ha sempre parlato mescolando parole inglesi, spagnole, italiane e portoghesi… alla sera ero storna e non sapevo nemmeno più quale era la mia lingua madre. Il giro è iniziato a Fatima: nonostante non sia particolarmente religiosa (anzi, diciamo proprio che non lo sono quasi per niente), sono rimasta piacevolmente sorpresa dalla semplicità della piazza e delle due basiliche, dall’atmosfera molto raccolta e dalla spiritualità del luogo. Niente da spartire con Loreto, o con il Vaticano, o altri posti che mi è capitato di vedere. Un consiglio: se dovete acquistare souvenir andate alla Fabbrica (noi ci siamo ovviamente stati portati prima ancora di vedere la basilica…), ci trovate le stesse cose a un costo più basso e alla portata di qualsiasi tasca. Il giro è continuato con la chiesa gotica di Bathala, un’opera d’arte che dovrebbe stare sulla brochure del Portogallo al posto della Torre di Belem tanto è meravigliosa. Tappa successiva Nazarè, anche qui c’è un santuario molto famoso, incredibilmente ben tenuto e abbarbicato su degli speroni di roccia da infarto con una vista sulla spiaggia sottostante da togliere il fiato.

Ultima cosa da dire su Lisbona… la musica. Qui è dappertutto. Aperitivi musicali, poi si cena e poi di nuovo musica, che sia il fado caratteristico o quella rock che si sente anche in Italia… ne trovate ovunque. Lungo Avenida de Libertade ci sono dei chioschi (i “Banana”) davanti ai quali abbiamo trovato musica dal vivo praticamente a qualunque ora. Il fado vero e proprio l’abbiamo sentito a spizzichi, perché trovare posto nei locali senza prenotare è quasi impossibile… sarà per la prossima volta.


Toys@Corbolone

Ovvero: come atterrare al Marco Polo da Lisbona alle 20.45, in ritardo di un'ora per problemi tecnici, cambiarsi almeno la maglietta nel bagno dell'aeroporto, ritirare la valigia, buttarla nel bagagliaio e andare direttamente a Corbolone a sentire i Toys... niente di grave, ho fatto anche di peggio in passato. Non che ci fossero altre possibilità, visto che conditio sine qua non perchè qualcuno mi venisse a ritirare a Venezia era "poi si prende l'autostrada e si va a sentire i Toys". Il concerto versione de luxe meritava questo e altro, è stata un'ottima serata, c'era anche Manuel Verardo come seconda chitarra e lo spettacolo è andato molto bene... peccato aver potuto fare poche foto (oddio, poche... diciamo meno del solito :P) causa intasamento della scheda SD con le foto del viaggio a Lisbona... In Portogallo sono andata comunque a sentire musica praticamente tutte le sere, ma i miei gruppi mi sono mancati :)