sabato 23 marzo 2013
MusicArea3@AlBoccale
Che bella serata che ho passato giovedì. Nonostante una settimana incasinatissima, nonostante avessi alle spalle 10 ore di lavoro in manicomio, nonostante la strada per andare fino a Portogruaro che implicava andare a letto che andasse bene all'una... è stato proprio bello. La Taverna al Boccale è vicino al Duomo, e ci siamo arrivati a piedi dopo un incontro ravvicinato parecchio incandescente con la Zona a Traffico Limitato di Portogruaro (esperienza che consiglio a tutti, soprattutto se avete finito il senso dell'umorismo e siete già isterici per via della giornata lavorativa). Poi entri in questo posto delizioso, mangi una pizza buonissima, ascolti un gruppo davvero bravo, e il mondo ritorna nella sua orbita normale. Giovedì sera il repertorio dei Music Area Trio mi è piaciuto davvero molto: hanno aggiunto delle canzoni in italiano, ma qualcosa di originale, non le solite che fanno tutti. Hanno lavorato anche parecchio sugli arrangiamenti e ne sono uscite versioni delizione: "50mila" di Nina Zilli da saltare in cima al tavolo a ballare, "Rolling in the deep" di Adele con un inizio acustico lentissimo e poi improvvisamente rock, e così via... Mi sono sgolata e sono arrivata a casa (dopo l'una, come previsto) che ancora cantavo :) Poi la serata ha virato su una jam session improvvisata con alcuni musicisti della zona che erano presenti, cosa sempre bellissima e che ti manda assolutamente alle stelle. Non è da tutti riuscire a mettersi in gioco in questo modo, una volta da queste parti si usava molto, adesso è diventata una rarità... ma è sempre bello scoprire nuove voci e nuovi musicisti. Nel complesso un concerto ottimo in un locale in cui tornerò sicuramente... tutto assolutamente da ripetere :)
sabato 2 marzo 2013
tonight...
Sono vent’anni che giro locali a
sentire musica dal vivo, e mi faccio ancora fregare come una principiante. Del gruppo
di stasera ho sempre sentito tanto parlare come di fenomeni, bravissimi, super
coinvolgenti; di solito, se chi me li consigliava era una donna, il tutto era
seguito da un “… e poi il cantante è un figo della madonna!”. Oggettivamente,
questa è l’unica cosa che corrisponde a verità. Il cantante è veramente un figo
della madonna, però in quel modo da tronista straffottente che io manderei a
spalare letame (con tutto il rispetto per chi per vivere spala veramente
letame). Per il resto, sono rimasta senza parole. E’ un gruppo che fa cabaret,
anzi, avanspettacolo, non musica dal vivo. Il repertorio non era male, di
fondo sempre il solito che fanno tutti, solo che le canzoni erano attaccate in
meedley e di ognuna cantava tipo una strofa, per poi passare ad altro o parlare
sopra la musica, senza darti modo di decidere se le stavano suonando bene o no.
Bon Jovi non lo ha fatto neanche male, ma quando ha cantato “Lucille” mi sono
venuti i capelli dritti. Quando ha cantato le canzoni dei Queen (e ne hanno
messe anche parecchie in repertorio, accidenti a loro, credevo che a mio padre
venisse una sincope) lo avrei volentieri strangolato, le ha massacrate, per
fortuna Freddie è stato cremato sennò non so… I testi non li sapeva, ma
pazienza, era l’ultimo dei loro problemi. I musicisti andavano un po’ per conto
loro, va bene gli arrangiamenti, ma non puoi capire dopo due minuti di canzone
che quella che stai ascoltando è “Sweet child of mine” oppure “Highway to hell”.
Oltre a questo erano anche parecchio volgari e allusivi. Io non sono proprio
una da collegio di educande, ma li ho trovati veramente fuori luogo.
Ci sono stati due episodi in
particolare che riporto perché mi sembrano significativi.
Preciso che il locale era
strapieno di gente con la maglietta del gruppo che si stava divertendo un mondo.
Va bene così, gusti son gusti, è giusto accontentare tutti, e c’è posto sia per
i Take That che per gli ACDC. Però, se c’è anche solo una persona tra il
pubblico che capisce qualcosa di musica, ti assicuro che fai ridere se dici al
microfono “Noi facciamo rock duro!” e poi attacchi una canzone dei Backstreet
Boys. Io non capisco niente di musica, ma fino a lì ci arrivo pure io, e ti
assicuro che non ci fai una bella figura.
Secondo episodio: il cantante
parte con una filippica prima di attaccare “Celebrate”, raccontando la solita
solfa che questa canzone non è di Vasco, che lui l’ha copiata, che a lui sta
sul cazzo, ecc. e la attacca ovviamente in inglese (dimenticando che gli “An
emotional fish” dopo il successo di Vasco l’hanno cantata in pubblico inserendo
nel ritornello le parole “Gli spari sopra”). Quando si rende conto che TUTTO il
pubblico la sta cantando in italiano sopra di lui, come se niente fosse canta
la seconda strofa in italiano. E tutto il discorso sul fatto che Vasco ti fa
cagare? Coerenza portami via.
Insomma, una serata abbastanza da
dimenticare. E un nuovo monito a non ascoltare mai i consigli di nessuno e a
decidere con la mia testa, almeno poi posso prendermela solo con me stessa ;)
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