lunedì 29 ottobre 2012

BlackNight@Becher

Non mi viene in mente un modo migliore per passare il sabato sera che un concerto vissuto da fuori il locale, guardando dentro da una finestra... indimenticabile. Certo, pioveva, faceva un freddo cane, io avevo appena fatto l'influenza, tutto quello che volete. Ma i concerti così sono quelli che si ricordano. Se poi a suonare sono i Black Night... ricordi a ondate. Io non lo so che cos'hanno Aldo e Giacomo (e Umberto) più degli altri, non so dare una spiegazione. Non è solo il fatto di essere un chilometro sopra tutti gli altri dal punto di vista tecnico. Non penso sia solo l'immenso affetto che proviamo per loro. Io so solo che sentir suonare uno di loro mi emoziona ancora fino alle lacrime. Un assolo fatto da uno di loro è qualcosa che mi smuove il cuore e che mi fa ancora venire gli occhi a cuoricino. Ci sono canzoni che, per come le suonano e cantano loro, mi fanno dire che tutti gli altri gruppi dovrebbero toglierle dal repertorio, perchè l'unica versione è la loro, e tutti gli altri buonanotte (compreso l'originale, la maggior parte delle volte). Nel locale più buco del mondo o su un palco enorme... quando c'è uno di loro tre non ce n'è più per nessuno.

4 commenti:

  1. Io non sono!
    Sarà uno della merQury band? O hai altri ammiratori segreti?

    Comunque.. io non posso fare altro che strizzarti ancora più forte della scorsa serata!
    Mi sono divertita ancora di più a rileggere tutto.

    Un megabacione
    Anna

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    Risposte
    1. quelli della MerQury sarebbe meglio che non leggessero mai, nè la mia recensione, nè la tua... ;)
      un bacione

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